Agnese è una ragazzina di dodici anni che vive un momento di forte rabbia e frustrazione. La madre, dopo la nascita della sorellina avuta con il nuovo compagno, sembra dedicarle sempre meno attenzione e arriva perfino a dimenticare il suo dodicesimo compleanno. Agnese, sentendosi trascurata, decide allora di scappare di casa durante la notte.
“Agnese prese la sveglia dal comodino e guardò l’ora sulle lancette fluorescenti: mezzanotte e un minuto. Il giorno del suo dodicesimo compleanno era appena terminato. Il momento era giunto.”
Così ha inizio la surreale avventura raccontata da Chiara Cacco nel suo libro L’emporio della paura (Editore Pelledoca nella collana Occhiaperti, 11+, 80 pagine)
La fuga notturna porta la giovane protagonista dentro una città improvvisamente trasformata dalla nebbia, in cui le strade diventano un labirinto ed Agnese si ritrova continuamente nello stesso punto, davanti ad un negozio misterioso e sconosciuto che sembra ogni volta comparire dal nulla: è l’Emporio della Paura. Benché riluttante, Agnese entra ed incontra Guglielmo Fobos, il proprietario dell’inquietante bazar, un personaggio che ha qualcosa di attraente e repellente nello stesso tempo, enigmatico, apparentemente affabile, molto misterioso. Il signor Fobos propone ad Agnese degli oggetti, come regalo di compleanno, oggetti che hanno una storia da raccontare.
Il romanzo di Chiara Cacco si trasforma, a questo punto, in una sorta di raccolta di racconti dell’orrore, incastonati dentro una storia-cornice. Ed ecco la gamba di legno del prozio Giacomo che sembra prendere vita autonomamente nella soffitta della casa della nonna; il carillon che ha il potere di trasformare il presente ed il passato di Gregory fino a privarlo del fratellino Gabriel; il telefono giocattolo attraverso il quale una misteriosa signorina Chi Sa Chi cambia la vita delle persone. Le storie diventano sempre più strane e minacciose, fino alle inquietanti figure del teatrino delle ombre
L’emporio della paura è un vero e proprio horror. La paura è il motore narrativo di tutto il libro: la paura del mistero, dell’inconoscibile, ma anche una paura più quotidiana ed adolescenziale, cioè la paura di non essere più importanti per le persone che amiamo.
L’Emporio di Guglielmo Fobos rappresenta per Agnese uno spazio sospeso nel quale la protagonista incontra inquietudini diverse dalla propria. Ascoltando le storie degli oggetti, la ragazza compie indirettamente un percorso di confronto con il proprio disagio, al quale dà ora una diversa dimensione. Sulla via del ritorno a casa, all’alba, Agnese sente che la sua famiglia, benché piena di limiti, non è poi così terribile come l’aveva giudicata qualche ora prima. Da questo punto di vista, si può considerare L’emporio della paura come un romanzo di formazione, proprio perché dietro il fantastico c’è anche un’importante storia di crescita emotiva.
La scelta della storia nella storia funziona molto bene: Agnese rappresenta il filo conduttore, mentre ogni oggetto dell’emporio permette a Chiara Cacco di mutare scenario, inventare nuovi personaggi e cambiare il tipo di paura.
Particolarmente azzeccate le illustrazioni di Benedetta Baraldi, che contribuiscono in maniera significativa a sostenere l’atmosfera tesa e cupa delle storie.
L’emporio della paura è un ottimo libro per chi vuole avvicinarsi al genere horror senza rischiare di esserne turbato: non vi compaiono descrizioni cruente, ma è un horror d’atmosfera; la paura viene ben collegata alle emozioni della protagonista (senso di solitudine, gelosia, bisogno di sentirsi amata); il ritmo è adatto ai giovani lettori (ed anche le dimensioni contenute del volumetto risultano accattivanti). Perché aspettare, allora? Entriamo insieme nell’Emporio della paura di Guglielmo Fobos. Buona lettura.
