Altra tappa di avvicinamento ad Halloween, a suon di tensione narrativa: Inferno freddo di Giuliana Facchini (Editore Pelledoca…e chi altrimenti?, 12+, pagine 152).
La vicenda prende avvio alla stazione sciistica di Montagna Regina, sulle Dolomiti. È l’ora della chiusura degli impianti quando tre uomini incappucciati irrompono nel rifugio e sparano furiosamente all’interno del ristorante ormai deserto. La loro minaccia è ancora più inquietante: vogliono provocare una valanga e distruggere la stazione sciistica. Theodora, detta Theo, è ancora all’interno del rifugio, stava chiudendo per scendere a valle. Alberto è un turista ritardatario, che prima di scendere deve farsi sistemare un attacco degli sci. Theo e Alberto sono due ragazzi che si imbattono, quasi per caso, negli attentatori, che in realtà sono degli ecoterroristi: i due giovani vengono sequestrati e condotti nella notte, in motoslitta, verso una baita isolata e sommersa dalla neve. Da questo momento il romanzo procede su due linee narrative parallele, una “a monte” ed una “a valle”. Da una parte ci sono Theo e Alberto, prigionieri sulla montagna, alle prese con il freddo, la paura, l’isolamento ed i loro rapitori; dall’altra, si sviluppa l’indagine condotta dagli adulti e, soprattutto, da Rudi e Giulia, fratello e sorella dei due ragazzi sequestrati. Da una parte c’è la lotta per la sopravvivenza, esaltata narrativamente da una rocambolesca e pericolosissima fuga di Theo ed Alberto, dall’altra una sottile ricerca di verità nascoste sotto un cumulo di bugie e di omertà, dalle quali niente e nessuno emerge per quello che sembra.
Con Inferno freddo Giuliana Facchini si misura con il genere thriller e costruisce una storia intensa, rapida e fortemente cinematografica, nella quale la montagna innevata diventa molto più di un semplice sfondo: è uno spazio ostile, isolato ed imprevedibile, capace di trasformarsi in una vera e propria trappola. Ed i personaggi che popolano la storia non sono da meno: il mondo degli adulti risulta altrettanto imprevedibile, con decine di storie sotterranee nascoste o sottaciute.
È proprio questa struttura uno degli elementi più riusciti del romanzo. L’autrice non racconta semplicemente una storia di rapimento, ma riesce a costruire una situazione estremamente intrigante, nella quale il tempo diventa un elemento narrativo fondamentale: ogni minuto trascorso può rendere più difficile la salvezza dei due ragazzi e aumenta progressivamente la tensione, mentre “a valle” le ricerche di Rudi e Giulia stringono il cerchio attorno ad una verità inconfessabile.
Particolarmente efficace è l’ambientazione: neve, buio, silenzio producono una sensazione di isolamento che anche da solo fa suspense. Il titolo Inferno freddo sintetizza perfettamente questa atmosfera: la montagna apparentemente affascinante e incontaminata si trasforma per Theo e Alberto in un luogo minaccioso, pieno di pericoli e di insidie, dal quale sembra impossibile fuggire.
Piace molto, personalmente, di Inferno freddo il fatto che Giuliana Facchini eviti dall’inizio alla fine una distinzione troppo netta tra i “buoni” e i “cattivi”: molti personaggi non sono quello che sembrano, così il lettore viene continuamente stimolato a cercare di capire dov’è la verità e ciò contribuisce alla natura propriamente “gialla” del romanzo.
Lo stile dell’autrice è asciutto, rapido e funzionale alla tensione. I capitoli sono brevi, favoriscono la velocità della lettura, mentre i continui cambi di prospettiva mantengono sempre alta l’attenzione.
Particolarmente significativo il ruolo di Roth, il vecchio montanaro con un passato non proprio irreprensibile, e del suo cane lupo (più lupo che cane) Müll, che diventano figure decisive nella possibilità di raggiungere ed aiutare i ragazzi sequestrati. La loro presenza introduce nella storia una dimensione legata all’esperienza, alla conoscenza concreta della montagna, in un ambiente nel quale tecnologia, forze dell’ordine ed organizzazione sembrano non essere sufficienti
Inferno freddo è un romanzo particolarmente adatto a ragazzi che amano gialli, thriller e storie d’avventura: un mix niente male in questo periodo dell’anno. Buona lettura.
