“Giulio fa cose” – Paola Deffendi e Claudio Regeni

Dopo aver visto, qualche mese fa, l’intenso documentario Giulio Regeni. Tutto il male del mondo (2026), diretto da Simone Manetti, per entrare ancor meglio nella vicenda del giovane ricercatore italiano, barbaramente torturato ed ucciso in Egitto ormai dieci anni fa, ho letto il libro Giulio fa cose, scritto da Paola Deffendi e Claudio Regeni, genitori di Giulio, con la collaborazione dell’avvocata della famiglia Regeni Alessandra Ballerini (Editore Feltrinelli, pagine 224).

Giulio fa cose non è un libro recentissimo (2020) ed è anche difficile da definire, perché non è una biografia o un saggio e neppure un reportage d’inchiesta. Giulio fa cose è il ritratto di un ragazzo, straordinario e comune nello stesso tempo, il racconto di una famiglia, colpita ma non vinta da un dolore inimmaginabile, e la testimonianza di una lunga battaglia civile per la verità e la giustizia, che deve ancora veder scritta la parola “fine”.

Giulio fa cose ripercorre la vicenda di Giulio Regeni, giovane ricercatore friulano dell’Università di Cambridge, impegnato in Egitto in una ricerca sulle condizioni socio-economiche del Paese e sul mondo sindacale locale. Giulio scompare al Cairo il 25 gennaio 2016 e il suo corpo, orribilmente martoriato, viene ritrovato il 3 febbraio. Da quel momento ha inizio per i suoi genitori una lunga e dolorosa ricerca della verità, ancor oggi osteggiata dalle autorità politiche egiziane.

Giulio fa cose, però, non si concentra soltanto sulla tragedia: una delle parti più significative del libro è il racconto di Giulio come persona, un bambino curioso e molto sveglio, un ragazzo amante dei viaggi e della conoscenza, uno studente che sceglie di confrontarsi con culture diverse e che arriva a studiare prima al Collegio del Mondo Unito in New Mexico e successivamente a Cambridge.

Giulio fa cose, poi, racconta anche la tragedia della perdita, insensata, incomprensibile, ma non diventa mai il diario di un lutto, uno sfogo personale, bensì il racconto di un dolore che si trasforma progressivamente in impegno civile. La vicenda familiare si intreccia infatti con la ricostruzione delle indagini, con le difficoltà incontrate dalle autorità italiane e con le resistenze delle autorità egiziane. Il libro racconta anche i tentativi di depistaggio e la lunga battaglia di Paola e Claudio per ottenere una verità giudiziaria. Ne emerge una riflessione molto forte sul rapporto fra diritti umani, politica, interessi economici e ragion di Stato. La domanda che attraversa tutto il volume è semplice ma fondamentale: quanto vale la vita di una persona quando entra in conflitto con gli interessi politici ed economici di uno Stato?

Uno dei punti di forza del libro è sicuramente la sua immediatezza. Nonostante la drammaticità degli avvenimenti, la scrittura non cerca la compassione fine a se stessa: la voce dei genitori è diretta, personale, a tratti commossa, ma anche sempre determinata.

Giulio fa cose, fin dal titolo contiene un’idea di continuità: attraverso i suoi genitori, gli amici, le persone che continuano a parlare di lui e tutti coloro che chiedono verità e giustizia, Giulio continua in qualche modo ad agire nel presente, la violenza non è riuscita a cancellare ciò che Giulio rappresenta ancora oggi, cioè la curiosità, lo studio, il desiderio di conoscere il mondo e l’impegno per comprendere realtà sociali diverse.

Giulio fa cose è un libro profondamente educativo, soprattutto per i giovani, perché parla di diritti umani e del loro rispetto, parla di responsabilità, di libertà, di dignità della persona, di verità e giustizia e del rapporto fra cittadini ed istituzioni.

Giulio fa cose è un libro sull’importanza della memoria e sulla fondata speranza nel conseguimento della verità.

Verità, dunque, per Giulio Regeni.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.