“L’invenzione dei tuoi occhi” – Francesca Berardi

Anche questa settimana, fuori programma, “Storie per ragazzi (…e non solo)”, una carrellata di libri per i più giovani, che possono avvincere, emozionare e far riflettere pure gli adulti. Sono i nostri consigli di lettura per rinfrescare la mente in queste torride giornate d’estate. Perché i libri, durante l’estate, sono dei freschi, freschissimi amici!

È come se fosse un libro-inchiesta, una biografia, un racconto epico, l’esperienza che narra la giornalista Francesca Berardi nel suo breve ma intenso L’invenzione dei tuoi occhi (editore Terre di Mezzo, 13+, pagine 96, illustrazioni di Lucio Schiavon).

Walter indossa un mucchio di vestiti, sembra un astronauta. Il 7 giugno 2008 esce di casa, alla periferia di San Salvador, con uno zaino e 13 dollari. Si dà due regole: non interagire con nessuno e camminare per tutto il viaggio, procedendo dall’alba al tramonto, tutti i giorni. La sua meta è New York. Walter costruisce occhiali di cartone, occhiali speciali: un filtro che lo aiuta ad isolarsi e a vedere le giornate sempre diverse. Francesca Berardi, invece, è già a New York e sta lavorando a un progetto sui cosiddetti canner, le persone che raccolgono lattine per strada, in cambio di pochi centesimi, per sopravvivere. Francesca e Walter si incontrano al centro di smistamento, il redemption center, dove Walter, dopo mesi di viaggio, ha trovato un lavoro che lo aiuta a sopravvivere, in uno Stato sempre meno incline all’accoglienza e all’integrazione. Con pazienza e delicatezza, Walter si libera di uno strato dopo l’altro e comincia a raccontare a Francesca dell’incredibile viaggio a piedi dal Salvador agli Stati Uniti. Nasce così tra i due un legame profondo ed inaspettato, di quelli che lasciano il segno.

Con una delicatezza ed un’umanità profonda, Francesca Berardi ci accompagna in un mondo surreale, nella Brooklyn degli emarginati, degli sfruttati, uomini e donne che difendono con la loro stessa vita la loro dignità e soprattutto la speranza nel futuro. I canner sono un’istituzione fantasma della contraddittoria società statunitense. Sono uomini, per lo più immigrati, che si mantengono raccogliendo lattine, bottiglie e contenitori di plastica e latta, che scambiano per una cauzione di 5 centesimi al pezzo.  A New York si calcola approssimativamente che ci siano circa diecimila persone che vivono di questa attività, spesso in situazioni di totale marginalità e di degrado umano e sociale. Lo Stato di New York non ne ignora l’esistenza, anzi fin dagli anni Ottanta del secolo scorso ne ha riconosciuto l’attività e l’utilità sociale attraverso una legge, che poi è stata replicata in diverse altre città degli Stati Uniti. Il lavoro dei canner porta benefici ambientali e lauti guadagni alle multinazionali interessate al recupero e al riciclo dei rifiuti, ma… niente è mai stato fatto per dare dignità a queste persone ed un riconoscimento adeguato alla loro professione.

Nel libro di Francesca Berardi, oltre alla figura di Walter, viene citata suor Ana, al secolo Ana Maria Martinez de Luco, una suora di strada che ha fondato e diretto Sure We Can, un’organizzazione no-profit di Brooklyn, dove persone che sopravvivono raccogliendo lattine e bottiglie si incontrano con studenti e vicini di casa, affinché possano riprendere il controllo della propria vita e riacquistare, grazie al supporto comunitario, un livello accettabile di dignità personale.

L’invenzione dei tuoi occhi racconta una storia bellissima ed intensa, drammatica, ma che trasuda umanità e speranza, perché in fondo la dignità dell’uomo resiste sempre, in ogni condizione, in ogni tempo, anzi brilla maggiormente laddove sembrano dominare il vuoto ed il buio. Walter, il protagonista della sua storia, è un gigante nella volontà e nella fedeltà ad essere sempre coerente con il suo essere profondamente umano.

Una storia da leggere e da far leggere ai nostri ragazzi.


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