“Il giorno in cui la guerra finì” – Christian Antonini

E’ una “storia di Storia” emozionante quella che racconta Christian Antonini nel suo libro per ragazzi Il giorno in cui la guerra finì (editore Piemme, 11+, pagine 208).

Siamo nel 1945, sul lago di Como. Il giovane Arturo è figlio del Fantasma, il più abile contrabbandiere del lago. Vive molto poveramente con la madre, che cerca in ogni modo di tenerlo lontano dai guai e dalle brutture della guerra, ora che il padre, dopo l’ultimo viaggio, non c’è più. Ma, come diceva un’altra popolana del lago, non basta non andare a cercare i guai, perché spesso succede che i guai stessi vengano in cerca di te. E così, in poche ore, Arturo si ritrova con la madre arrestata ed un pericoloso via vai in casa. Ed è costretto a scappare, insieme ad una strana ragazza, che si chiama Jole, e che pare essere una partigiana. Cosa vuole Jole? E chi sono le altre persone che ben presto Arturo incontra: Violino, compagno di lotta di Jole, Gazza, un anziano signore, ed Elena, sua nipote? Occorre far fuggire in Svizzera Gazza ed Elena; Arturo, il figlio del Fantasma, potrebbe essere la loro unica speranza. Niente però è come sembra, soprattutto le persone, sia i nemici dichiarati, i nazifascisti incattiviti dall’ormai prossimo crollo di tutto il loro mondo, sia gli “amici” dell’ultima ora, che sembrano combattere una guerra a parte. Di chi potrà fidarsi Arturo? Forse solo di se stesso e del suo profondo legame naturale con le forze della natura e con lo spirito del lago, che la Vecia Mam gli ha insegnato ad ascoltare.

Il giorno in cui la guerra finì è un romanzo avvincente, dalla prima all’ultima pagina, adrenalinico, dal ritmo rapido ed intenso come pochi.

Christian Antonini è uno scrittore potente, che sa padroneggiare la materia storica con sicurezza e la sa raccontare ai ragazzi con abilità, lavorando sugli ingredienti dei sentimenti e della fantasia.

Il giorno in cui la guerra finì è una lettura emotivamente forte. E di Arturo ed Elena, due ragazzi che in una notte si ritrovano a dover diventare adulti, che dire? Forse sta scritto in un’altra storia del lago…  Dopo un lungo dibattere e cercare insieme, conclusero che i guai vengono bensì spesso, perché ci si è dato cagione; ma che la condotta più cauta e più innocente non basta a tenerli lontani; e che quando vengono, o per colpa o senza colpa, la fiducia in Dio li raddolcisce, e li rende utili per una vita migliore. 

Non so se Christian Antonini abbia pensato, anche solo per un momento, a questa altra illustre conclusione, ma direi che, tutto sommato, mi pare calzi abbastanza bene… ed allora piace anche a me.

Buon anniversario della Liberazione, con la speranza che venga il giorno…in cui la guerra finì anche per noi e per sempre.

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