“Tempesta Matteotti” – Luisa Mattia  e  “Lo chiamavano Tempesta” – Andrea Franzoso

Continua anche quest’anno, tutti i lunedì, per tutta l’estate, “Storie per ragazzi (…e non solo)”, una carrellata di libri per i più giovani, che possono avvincere, emozionare e far riflettere anche gli adulti. Si tratta di consigli per accompagnare le tanto sospirate vacanze scolastiche con gradevolissimi compagni d’avventura e per ricordare che i libri, quando non sono tra le mani dei prof, sanno sempre essere discreti ed autentici amici!

Oggi doppio consiglio, per celebrare un avvenimento tragico, ma molto importante. Un secolo fa, il 10 giugno 1924, a Roma, il deputato socialista Giacomo Matteotti, veniva rapito e barbaramente ucciso da un gruppo di fascisti, dopo che per mesi il loro partito ne aveva osteggiato l’attività politica, con minacce e persecuzioni di vario genere. Ecco allora due libri per non dimenticare.

Tempesta Matteotti di Luisa Mattia è un libro intenso e commovente.

L’autrice sfrutta appieno la sua capacità di descrivere l’anima dei personaggi, di penetrare nel loro cuore e di portare alla luce i sentimenti più profondi e contrastanti. Ciò che stupisce del romanzo di Luisa Mattia è che da una storia “personale”, ben incentrata su un protagonista unico, lei sappia ricavarne un racconto corale. Non è solo Giacomo Matteotti, detto Tempesta, a troneggiare nelle vicende umane e politiche che portarono alla sua morte, ma anche la moglie Velia, ben rappresentata nella sua veste di amorevole moglie, vivamente preoccupata per la sorte del marito, ma anche di determinata compagna di vita, consapevole delle scelte di Giacomo, con il quale condivideva il profondo amore per la giustizia civile. Delicata e forte nello stesso tempo la figura di Cesira, la collaboratrice domestica di casa Matteotti, una popolana un po’ brusca, spiccia, a protezione di una sensibilità e di un bisogno di affetto vero e profondo. E poi c’è la figura per me più bella di tutto il romanzo: Augusto, ingenuo, grezzo, anzi “materiale”, come lo definisce Cesira; Augusto che si lascia irretire da Alvaro e cede alla sue lusinghe divenendo un miliziano, una camicia nera. Augusto però, seppur fragile, un “pischello”, ascolta il suo cuore, anche se non ne capisce bene i messaggi, impara poco a poco a pensare con la propria testa ed avvia un suo personale e coraggioso percorso di riscatto. Da brividi il finale in cui Augusto, disperato, scacciato, quasi braccato da tutti, si spoglia degli abiti logori del miliziano e, praticamente nudo, in strada, di fronte al palazzo dell’onorevole Matteotti, ormai ritrovato morto, urla il nome di Cesira e viene accolto in casa. Sono pagine che non si possono leggere senza un groppo alla gola: brava Luisa Mattia, nel lavoro minuzioso di ricostruzione storica e nel lavoro di invenzione e di ricostruzione anche emotiva dei fatti. Tempesta Matteotti risulta fra i libri proposti per la selezione del “Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2024”.

Lo chiamavano Tempesta di Andrea Franzoso è un libro robusto, un vero e proprio saggio storico per ragazzi. Franzoso non inventa, ma percorre tutta la parabola umana dell’onorevole Matteotti, dalle origini fino al tragico epilogo e oltre, ricostruendone le vicende attraverso i documenti: articoli di giornale, discorsi, lettere. Franzoso rende veramente appassionante la storia e lo fa illuminandone gli angoli più lontani ed apparentemente meno significativi: le origini del contrasto tra Mussolini e Matteotti, i precari rapporti di equilibrio all’interno del Partito Fascista, le mille sfaccettature di un processo per omicidio che diventò fin da subito una farsa di regime.

Lo chiamavano Tempesta è un libro che non annoia mai, nemmeno per un attimo: nella prima parte, Franzoso ricostruisce con ammirevole puntualità l’ambiente socio economico del Polesine tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, i primi passi “politici” di Giacomo Matteotti, la maturazione di una personalità forte e per nulla incline ai compromessi, l’incontro con Velia ed il loro amore profondo. Nella seconda parte, il racconto sale di intensità ed assume i contorni di un thriller: le battaglie politiche sempre più pericolose, il rapimento, ma soprattutto i lunghi mesi di ricerca del corpo dell’onorevole Matteotti, le vittime, i carnefici, i colpevoli, la sconfitta della libertà e della verità. La scrittura di Andrea Franzoso è, di volta in volta, ampia e distesa oppure rapida e concitata, ma cattura sempre il lettore.

Con le loro recentissime pubblicazioni, Luisa Mattia ed Andrea Franzoso rendono giustamente onore ad un personaggio fondamentale nel processo di maturazione democratica del nostro Paese e celebrano un anniversario che, probabilmente, non sta ottenendo tutto il lustro che meriterebbe in un Paese che potesse e volesse additare ai suoi giovani – i nostri ragazzi – degli esempi di coerenza e di rettitudine morale da seguire. Buona lettura.


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