“Il primo voto di Matilde” – Fulvia Degl’Innocenti

Continua anche quest’anno, per tutta l’estate, “Storie per ragazzi (…e non solo)”, una carrellata di libri per i più giovani, che possono avvincere, emozionare e far riflettere anche gli adulti. Si tratta di consigli per accompagnare le ormai vicinissime vacanze scolastiche con gradevolissimi compagni d’avventura e per ricordare che i libri, quando non sono tra le mani dei prof, sanno essere sempre discreti ed autentici amici!

Questa settimana, in via eccezionale, la recensione del lunedì viene anticipata di un giorno. Per un buon motivo. Il 2 giugno, festa nazionale, ricorda il referendum che portò gli italiani a trasformare il nostro Paese da una monarchia ad una repubblica.

Ebbene, il libro di oggi, Il primo voto di Matilde di Fulvia Degl’Innocenti, racconta proprio quell’avvenimento, vissuto in una famiglia della campagna toscana e, in particolare, da una giovane donna, Matilde, che per la prima volta, il 2 giugno 1946, poté esercitare il suo diritto di voto.

La storia ha inizio nell’autunno del 1945. In un casolare tra le colline toscane vivono Erminio ed Armanda, con gli anziani nonni Cesarina e Neri, e con i tre figli, la piccola Luciana, Carlo e Matilde, appunto. La guerra è appena finita e sono ancora vivi i ricordi dei bombardamenti e della fame, ma c’è anche tanta speranza e tanta voglia di ricominciare. Matilde ha venti anni, ha interrotto presto gli studi, ma la sua voglia di crescere non si è placata. Vuole imparare, capire e discutere dei temi sociali più importanti: la politica, il diritto di voto universale, la libertà delle donne, il diritto di contribuire tutti insieme, uomini e donne, alla rinascita del Paese. Quando il 10 marzo del 1946 le donne sono chiamate a votare per la prima volta, le strade del borgo si riempiono di entusiasmo e si festeggia il primo suffragio veramente universale. Dai casolari sparsi, tutti accorrono in paese,  alle urne, ma Matilde non è ancora maggiorenne: può solo gioire ed attendere. Servirà ancora qualche mese di riflessioni e dibattiti per arrivare alla maggiore età e potersi presentare al seggio nel momento più solenne: il referendum tra monarchia e repubblica e l’elezione dell’Assemblea Costituente del 2 giugno 1946. Quando, finalmente, anche lei potrà recarsi a votare.

Nel romanzo di Fulvia Degl’Innocenti, il voto che Matilde esprime per la prima volta è solo una tappa, perché la giovane protagonista è in realtà una donna matura, studia per sostenere l’esame di terza media, dal momento che ha dovuto interrompere gli studi alcuni anni prima. Matilde, prima di tutto, vuole riscattare se stessa, avverte l’importanza ed il peso della responsabilità sociale e civile, riflette e definisce con una certa sicurezza il ruolo che le donne dovranno avere nel futuro dell’Italia e dà inizio, lei stessa, a questa storia di giusta ridefinizione dei ruoli.

Il primo voto di Matilde è un romanzo asciutto, snello, scorrevole. Attraverso la figura della protagonista, del suo innamorato ed attivista Lorenzo, della sorellina Luciana, l’autrice crea con straordinaria precisione il clima di quei pochi intensi mesi, tra la fine della guerra e l’avvento della Repubblica, forse uno dei rari momenti della storia del nostro Paese in cui gli italiani, di ogni ceto sociale, prima con la guerra partigiana poi con il referendum, sono stati pienamente artefici del loro destino. Fulvia Degl’Innocenti è stata veramente abile a far rivivere quel tempo di speranze e rinnovamento con grande naturalezza.

Il primo voto di Matilde è un libro profondamente educativo, da far leggere e da leggere nelle scuole, per far “sentire” ai giovani la bellezza e l’importanza della responsabilità civile alla quale ciascuno di noi è, ancora oggi, chiamato a contribuire. Buona lettura e buona festa della nostra Repubblica.


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